Terra Islamica PDF

Einstein diceva di non sapere come l’uomo avrebbe combattuto la terza guerra mondiale, ma di intuire come sarebbe avvenuta la quarta: con clave e bastoni. Oggi gli attriti fra Stati Uniti e Corea del Terra Islamica PDF ripropongono il tema e alcuni scienziati, capeggiati dal climatologo Alan Robock, della Rutgers University, in Usa, hanno davvero immaginato quel che potrebbe accadere se scoppiasse un conflitto nucleare nei prossimi anni, supponendo l’utilizzo di cento bombe nucleari, a fronte delle migliaia protette negli arsenali di mezzo mondo.


Författare: Aatish Taseer.

Eine Reise in die islamische Welt unserer Gegenwart
Auf der Suche nach der unbekannten Welt seines muslimischen Vaters reist Aatish Taseer durch eine fremdartige "Terra Islamica". Seine Reise führt ihn von Istanbul über Mekka nach Pakistan. Am Ende, im pakistanischen Lahore, begegnet er dem Vater selbst, einem mächtigen Politiker und Medienzar … Spannender, geistreicher und überraschender ist man selten über den aktuellen Islam informiert worden. Aatish Taseer ist mit seinem Buch – einer Mischung aus Reportage und persönlicher Erinnerung – ein bemerkenswertes Debüt gelungen, das in acht Sprachen zugleich erscheint und wochenlang die indische Bestsellerliste anführte. Aufgewachsen bei seiner nicht-muslimischen Mutter in Indien und dann vor allem in London und den USA sozialisiert, macht sich Aatish Taseer eines Tages auf den Weg, um die unbekannte Welt seines muslimischen Vaters und damit einen Teil seiner Ursprünge zu erkunden. Sein Bericht von dieser Reise ist auf meisterhafte Weise mit Episoden aus der Geschichte seiner indischen Familie verflochten. Die Reise wird für Aatish Taseer zunehmend zur Suche nach seiner Identität und kulminiert in der Begegnung mit seinem Vater in Pakistan, für den der Islam, wie sich herausstellt, weniger eine Frage des Glaubens als ein politischer und kultureller Machtfaktor ist.
"Ein kluges und mitreißendes Buch"
V.S. Naipaul

E‘ un composto altamente nocivo, inquinante e soprattutto in grado di alterare velocemente la qualità del clima. La fuliggine, infatti, impedisce al calore del sole di raggiungere la superficie del pianeta, provocando un repentino abbassamento delle temperature, con oscuramento del cielo. La mancanza di luce e di calore provoca dopo due mesi un abbassamento delle temperature di circa 25 gradi: il pianeta si raffredda a ogni latitudine e in una città come Milano si avrebbero mediamente -30 gradi in inverno e un paio di gradi sopra lo zero in estate. L’inverno nucleare diviene realtà con gli unici animali capaci di contrastare efficacemente il cataclisma: scarafaggi, blatte, moscerini, topi e scorpioni. Il Dna dei vegetali subisce importanti mutazioni, disturbando la regolare crescita delle foglie e delle radici. Dopo due anni è l’uomo ad accusare il colpo peggiore.

Per due miliardi di persone la mancanza di organismi autotrofi è l’anticamera di gravi carestie: grano e riso non crescono più e per chi si ciba di questi alimenti non può esserci futuro. E già da tempo sono tornate a farsi strada malattie causate dall’assunzione di cibo di scarsa qualità. Le acque contaminate non consentono di abbeverarsi con sicurezza e le epidemie dilagano. Difficile dire a questo punto se e come l’uomo se la sarà cavata, e per quanti decenni ancora il pianeta dovrà fare i conti con la più grande tragedia climatica della storia. Tuttavia Robock è convinto che non ci sia nessuna ragione per mettere in atto un programma nucleare, nemmeno quello accarezzato dalla Nasa di provocare timide esplosioni per contrastare l’effetto serra. Questo è, infatti, quello che accadrebbe se l’uomo facesse scoppiare dall’oggi al domani cento bombe nucleari. Pezzo suggestivo, scritto bene, meritevole di sceneggiatura, ok.

Solo che di tutto questo in realtà non accadrà un C di niente. Potremmo emigrare tutti all’equatore dove, immagino, farà più caldo. A quel punto il Felpini congolese tuonerà „tornatevene a casa vostra“. Al di là degli allarmismi, lo scenario non è illogico. Vi sono ragioni di preoccuparci forse di più per un possibile impatto con un meteorite di grandi dimensioni. Si ok Gianluca ma non ci angosciare più‘ di quanto non lo siamo godiamoci a pieno le prossime 48 ore almeno. Per favore perché nel titolo usare il termine „cambierà“ come se fosse ineluttabile una guerra nucleare.

Il termine giusto è „cambierebbe“ visto che solo i folli possono sia pure pensare ad una guerra nucleare! Non ci sarà mai una terza guerra mondiale perchè non ci saranno ne vinti ne vincitori. Alcuni capi di stato sono matti ma non scemi e a questi signori va fatta una opportuna cura a suon di sanzioni e di contro minacce. Penso che vada ridotta al massimo la proliferazione di armi nucleari, penso altresì che sia opinione comune di tutti.

Non ci sarà mai una terza guerra mondiale, perchè non ci saranno ne vinti ne vincitori anche se la popolazione mondiale dovrà scendere di un numero considerevole, ma questo è un’altro discorso. Si parla di un ipotetico cataclisma nucleare che non sappiamo se veramente accadrà e non si parla dell’invasione islamica che invece è già in atto da anni. Io mi preoccupo molto di più della seconda perché, morire per morire, preferirei farlo pregando il mio Dio e non Allah! Contenuto alternativo per i browser che non leggono gli iframe.