Hebraica veritas PDF

Questa voce o sezione sull’argomento letteratura non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Volgata hebraica veritas PDF una traduzione in latino della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica, realizzata alla fine del IV secolo da Sofronio Eusebio Girolamo.


Författare: Sebastian Weigert.
Gegen Ende des 4. Jahrhunderts unternahm es der Kirchenvater Hieronymus – erstmals in der Geschichte des lateinischsprachigen Christentums – die Schriften des Alten Testaments aus dem Hebräischen, der hebraica veritas, zu übersetzen. Nach eigenem Zeugnis nimmt er dabei Anleihen bei der Septuaginta und den hexaplarischen Übersetzungen (Aquila, Symmachus und Theodotion); weiterhin lässt er sich von jüdischen Gelehrten über philologische und exegetische Traditionen informieren. Weigert vergleicht den lateinischen Text des Buchs Deuteronomium mit den genannten Quellen sowie mit zeitgenössischer jüdischer Literatur (Targumim, Midraschim), um zu erhellen, von welchen Prinzipien sich Hieronymus beim Übersetzen leiten lässt und aus welchen Quellen er schöpft, um sich der hebraica veritas zu nähern.

Vulgata ha rappresentato la traduzione canonica della Bibbia per l’intera Chiesa cattolica. San Girolamo nello studio, di Domenico Ghirlandaio. Il carattere non ufficiale di tali versioni favorì notevolmente l’adattamento e l’interpretazione personale, producendo una notevole varietà di letture: per il Vangelo di Luca, per esempio, si arrivò a una stesura complessiva di non meno di 27 versioni, più o meno differenti tra loro. Girolamo condivide un aspetto del pensiero di Cicerone: occorre rifuggire dalla tentazione di uno stretto letteralismo, nella convinzione che tradurre è riportare il senso secondo le forme proprie della lingua che si utilizza. Ma Girolamo, nel contempo, sostiene anche che tale criterio debba essere temperato nei confronti della Sacra Scrittura, dal momento che in essa „anche l’ordine delle parole è un mistero“. A Girolamo fu chiesta una traduzione dalle lingue originali, che favorisse l’unità nella liturgia, eliminando anche errori e imprecisioni delle precedenti traduzioni.

Il lavoro iniziò con una revisione dei 4 vangeli sul testo greco originale. Nel 386 Girolamo si trasferì a Betlemme, in Palestina, dove poté studiare la lingua ebraica e aramaica. Vulgata soppiantò gradualmente le precedenti versioni latine: adottata da alcuni scrittori già nel V secolo, dal VI secolo diventò di uso comune, fino a diventare la versione egemone della Chiesa latina occidentale nel IX secolo. Oltre alle precedenti traduzioni latine indicate collettivamente col nome Vetus latina Girolamo aveva anche a disposizione i testi originali in ebraico, aramaico, greco e l’allora autorevolissima versione greca dell’Antico Testamento detta Settanta.

38 libri in ebraico dell’Antico Testamento, eccetto i Salmi, furono tradotti ex novo dal testo ebraico che verrà poi definito testo masoretico. Salmi è stato oggetto di una triplice versione: la prima, nota come Versio Romana, fu realizzata da Girolamo già nel 382, è una revisione di una precedente traduzione latina adattata al testo della Settanta. Versio Gallicana, fu realizzata tra il 386-391 a partire dal testo greco della Esapla di Origene. Divenne la versione prevalente nelle tarde edizioni manoscritte della Vulgata. 398-405 a partire dal testo originale ebraico. Giuditta e Tobia sono una traduzione ex novo dal testo originale greco della Settanta. 6 libri deuterocanonici greci e i 27 libri del Nuovo Testamento, inclusi i Vangeli, sono una revisione di precedenti versioni latine.

Settanta o in precedenti traduzioni latine. Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. In alcuni loci Girolamo opta per alcune traduzioni che si mostrano in accordo con la fede cristiana, accogliendo talvolta lezioni già presenti nel greco della Settanta che derivavano dalla fortissima attesa messianico-escatologica presente nei secoli precedenti la venuta di Cristo. Un tema ricorrente presente nei prologhi di libri dell’Antico Testamento è la preferenza accordata all’Hebraica veritas, vale a dire al testo ebraico, a discapito del testo greco della Settanta. Per Girolamo, nel testo ebraico sarebbe prefigurata con più chiarezza la venuta di Gesù e le caratteristiche del suo ministero. Circa il Primum quaeritur, cioè il prologo alle lettere di Paolo, in essa è difesa la tesi dell’origine paolina della Lettera agli Ebrei, che non presenta indicazioni esplicite circa l’autore, e viene proposto il paragone tra le dieci lettere e i Dieci comandamenti.