De Ponto libri IV. PDF

Questa voce o sezione sull’argomento sovrani non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Re Antioco era un uomo abile sul campo di battaglia e ardito nei suoi progetti, e dimostrò di essere degno del titolo di re. Il rovescio mostra Apollo seduto su di un onfalo. Antioco III, dunque il più de Ponto libri IV. PDF nella lista di successione.


Författare: Carl Reifitz.

Seleuco, allora re in carica, fu assassinato dal primo ministro Eliodoro. Una delle sue prime imprese, riportata dal retore Libanio, fu la spedizione contro i banditi che infestavano la Cilicia. Questi briganti, che avevano il loro quartiere generale nei pressi del Monte Tauro, danneggiavano l’economia della regione, si davano alla pirateria e al commercio di schiavi. Antioco concepiva infatti un ambizioso progetto di riforma ed espansione del regno, che si concretizzò con numerose iniziative sia nella politica interna che in quella esterna. Abbellì la città di Antiochia con uno splendido tempio a Zeus e costruì un quarto quartiere, popolato dai coloni, chiamandola Epiphania in proprio onore.

Dopo avere riorganizzato il regno e affidato i compiti più importanti a uomini di fiducia, Antioco cominciò a riformare l’esercito, trascurato dal suo predecessore, che non affrontava mai guerre. Nonostante queste lucide e brillanti iniziative, il re dimostrò subito un carattere stravagante e irrazionale. Gli Egiziani avevano fatto male i loro calcoli: mentre i ministri e comandanti Tolemaici erano del tutto inesperti di faccende militari e circondati da incompetenti, l’esercito riformato e ottimamente organizzato da Antioco diede ottima prova di sé: infatti la spedizione fu un completo successo. Sconfitti gli Egizi in una prima battaglia, ordinò magnanimamente di non massacrarli mentre erano in rotta, ma solo di farli prigionieri. Antioco promise a Tolomeo VI che lo avrebbe aiutato a riprendersi il trono e lo mise a capo di una sorta di protettorato con capitale Menfi. In realtà Antioco sperava che i due fratelli, facendosi la guerra, avrebbero indebolito il regno, rendendolo di fatto un protettorato Seleucide. Mentre ormai le forze Seleucidi stavano assediando Alessandria, Antioco dovette affrontare un inaspettato cambio di programma.

I Tolomei, ormai disperati, avevano fatto appello ai Romani perché salvassero il regno. Di ritorno dalla spedizione in Egitto, Antioco si fermò a Gerusalemme e la saccheggiò, sterminò gran parte della popolazione, rapinò gli arredi sacri del tempio e proibì la pratica della religione ebraica. Una volta tornato ad Antiochia organizzò nel villaggio di Dafne, sede abituale delle grandi feste organizzate dai Seleucidi, una fastosa parata militare, dove fece sfoggio non solo del suo potente esercito, ma anche di straordinari lussi. Questo brutale tentativo di sradicare la religione ebraica portò allo scoppio di una rivolta capeggiata dal sacerdote osservante Mattatia, che coi suoi figli e numerosi seguaci, si diede alla macchia organizzando una guerriglia contro le forze Seleucidi. Le vicende sono raccontate nei libri dei Maccabei, nella Bibbia, per quanto non sempre in modo storicamente accurato.