Camillo Castiglioni PDF

Il Calzaturificio Giuseppe Borri fu un’azienda camillo Castiglioni PDF fondata nel 1892 a Busto Arsizio dall’omonimo industriale Giuseppe Borri. Fondato alla fine del XIX secolo, fu il primo calzaturificio ad impiegare macchinari per l’intera produzione di calzature, fino ad allora lavorate, del tutto o in parte, a mano.


Författare: Dieter Stiefel.
Spekulation ist kein Kind der Gegenwart. Camillo Castiglioni wurde in der Inflation der 1920er Jahre zu einem der reichsten Männer Europas. Ehrgeizig, genial und skrupellos, ein „Haifisch“ der Finanzwelt mit der Überzeugung, dass alles zu kaufen war: Industrie, Banken, Politik, Presse, Justiz, Kunst, Frauen, alles nur eine Frage des Preises. Er baute die Flugzeug- und Autoindustrie während des Krieges auf, beherrschte eine Bank, spielte in der Eisen- und Stahlindustrie eine wesentliche Rolle, arbeitete mit Ferdinand Porsche zusammen und wurde Eigentümer von BMW. Doch der Spekulant ist ein Spieler! Sein Einsatz wurde immer höher, bis er finanziell zusammenbrach. Der Sohn eines Rabbiners, bewundert wie gehasst, war eine schillernde Persönlichkeit: verheiratet mit einer jungen Burgschauspielerin, Palais, Kunstsammlung, Mäzen, Freund Max Reinhards, Mitbegründer der Salzburger Festspiele und Eigentümer des Theaters in der Josefstadt.

Nel 1901 prese vita la Calzatura Sempione, marca frutto del sodalizio tra Giuseppe Borri e il calzaturiere alessandrino Oreste Vitale. Nel 1906 l’azienda partecipò all’Esposizione Internazionale di Milano. All’epoca oltre al Borri c’erano solo quattro calzaturifici che producevano le scarpe con un sistema interamente meccanico: uno a Varese, uno a Milano, uno a Torino e uno a Napoli. All’inizio del Novecento il Borri produceva 500 paia di scarpe al giorno e aveva circa 200 tra operai e impiegati.

Durante il sodalizio Borri-Vitale l’azienda produceva scarpe per bambini con il marchio Pinocchio. Dopo la separazione, a partire dagli anni 1920, il Calzaturificio Borri cambiò il nome in Piuma. La promozione di questo marchio era molto all’avanguardia per l’epoca e utilizzò diversi strumenti quali la partecipazione a fiere, le affissioni e la sponsorizzazione di eventi legati al mondo dell’infanzia. Dopo la morte di Giuseppe Borri, avvenuta il 15 dicembre 1926, la guida del calzaturificio passò ai figli, in particolare ad Ambrogio Borri. Con lui l’azienda si avvicinò molto alle idee politiche del governo fascista. Nel 1929 il ministro delle Corporazioni Giuseppe Bottai fece visita alla città di Busto Arsizio per l’inaugurazione del monumento equestre a Enrico dell’Acqua. Il prestigio del calzaturificio crebbe negli anni 1950 fino a raggiungere il suo culmine negli anni 1970.

In questo decennio fu introdotta la produzione delle scarpe Pelle di Jeans, con le quali il Calzaturificio Borri fece le sue ultime campagne pubblicitarie. Da qui iniziò il declino dell’azienda, che arrivò alla chiusura nel 1990. Nel 2016, Coop Lombardia ha inviato al comune di Busto Arsizio una richiesta per poter realizzare una struttura di vendita nella parte del Calzaturificio di proprietà privata, dove nel febbraio dello stesso anno sono iniziate le prime demolizioni. Lo stabilimento del Calzaturificio Borri si trova in viale Duca d’Aosta a Busto Arsizio, alle spalle di Palazzo Gilardoni, sede del municipio.

L’edificio, che riprende i modi tipici dell’eclettismo architettonico lombardo di inizio novecento, ha una pianta a forma di „C“ simmetrica ed è realizzato in mattoni a vista. Alle spalle di questo corpo di facciata si trovano i capannoni dove avvenivano le varie fasi di produzione dell’azienda. Gli uffici erano collocati in una villa esterna all’edificio principale. Dopo la chiusura dell’azienda, avvenuta nel 1990, l’edificio è rimasto in stato di abbandono. Nel 2001 è stato acquistato dal comune di Busto Arsizio per la somma di 8 miliardi di lire. Manuela Ciriacono, Ex Calzaturificio Borri, un nuovo museo? URL consultato il 30 aprile 2014.